STRESS INOCULATION TRAINING

QUESTA E’ UNA LIBERA INTERPRETAZIONE FATTA DAL DOTTOR MICHELE CAMPANELLI SULLA  TECNICA ELABORATA DAL PROF. DONALD MEICHENBAUM.

 

I. Concettualizzazione dell”esperienza del panico” con due componenti:

l’imput sensoriale e le reazioni dell’individuo a quell’imput sensoriale; ciascuna di queste 2 componenti può essere portata sotto il controllo dell’individuo.

II. Il rilassamento può essere usato per ridurre l’imput sensoriale. Si concentra l’attenzione sul:

a. tendere a rilassare i vari muscoli che ricevono l’intensa stimolazione;

b. lenti , profondi respiri, respirando  per 3-5 secondi ed espirando per 5  secondi;

c. pensare, mentre si espira, a parole o immagini piacevoli e rilassanti , per esempio la parola “calma” o l’immagine di una piuma che fluttua delicatamente;

III. Confronto con strategie di attenzione. Da notare che:

a. l’individuo non può concentrarsi pienamente nello stesso tempo su più di una cosa;

b. una persona può scegliere quello su cui concentrerà la sua attenzione e ciò che escluderà da essa;

c. un individuo ha a disposizione strumenti diversi e in situazioni di stress un ampio ventaglio di strategie di coping. Uno può passare da una strategia all’altra tanto spesso quanto lo desidera;

d. tipi di strategie di coping:

1. focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche fisiche dell’ambiente per esempio, contando le mattonelle del pavimento, studiando la disposizione di ogni cosa nella stanza, studiando gli articoli vestiari;

2. focalizzando su vari pensieri: per esempio facendo calcoli mentali, facendo una lista delle cose da fare durante il week-end e pensando e cambiando le parole di varie canzoni che ci si ricorda;

3. focalizzando l’attenzione sulle parti del corpo che stanno ricevendo una un’intensa stimolazione: per esempio, analizzando le sensazioni di una parte del corpo e confrontandole con quelle di un’altra parte; analizzando l’intensa stimolazione cone se ci si preparasse a scrivere un rapporto biologico riguardante le sensazioni sperimentate; studiando le sensazioni e i cambiamenti notati in altri momenti quando si sono provati intense stimolazioni;

4. disattenzione immaginativa. Ignorando l’intensa stimolazione per mezzo di un’immagine mentale che, se reale, sarebbe incompativile con l’esperienza di panico, per esempio, immaginando se stesso godersela in una bella giornata sulla spiaggia, ad una festa dove ci si è recato recentemente durante la quale ci si è molto divertiti, o pensando di passare un piacevole pomeriggio con la propria ragazza;

5. trasformazione immaginativa del panico. Interpretando la sensazione che avete ricevuto come qualcosa diversa dal panico, minimizzando queste sensazioni come assurde o irreali, per esempio, visualizzando e pensando alla parte del corpo che riceve l’intensa stimolazione come se fosse stata riempita di Novocaina e sentendo la obnubilazione prodotta, vedendo o figurando se stesso come “un uomo da 6 miliardi di dollari” i cui arti sono meccanici e ricchi di grande capacità e di forza ma incapaci di sperimentare dolore, immaginando la parte del corpo che riceve l’intensa stimolazione come se fosse fatta di gomma e quindi incapace di provare dolore e considerando tutte le implicazioni che si avrebbero avendo un arto di gomma;

6. trasformazione immaginativa del contesto. Inquadrando una immagine o scena mentale nella quale la intensa stimolazione ricevuta è differente dall’attuale situazione ossia si è consapevoli delle sensazioni ma le si immaginano in un contesto differente, per esempio, inquadrando te stesso come James Bond colpito ad un arto che guida un auto col cambio manuale, mentre è rincorso da agenti nemici; inquadrando te stesso che riceve un colpo basso durante una partita di foot-ball o hockey ma che continui a giocare malgrado il colpo; pensando se stesso che si ferisce in procinto di un incontro d’amore senza voler far sapere nulla alla propria fidanzata;

e. le strategie di coping che usano le immagini usuali, sono come le immagini mentali che possono essere messe in relazione ad un’ampia varietà di situazioni: maggiore è il grado di coinvolgimento, assorbimento e vividezza di immagini e maggiore effetto hanno tali strategie nel confrontarsi con uno stress;

IV. Training di auto-istruzione:  il training di auto-istruzione comporta la rottura di una situazione ricca di stress con l’auto-riflessione sulla situazione. Queste fasi sono:

a. prepararsi ad un’intensa stimolazione prima che essa inizi ad essere troppo forte, Le auto-istruzioni e le auto-affermazioni che possono essere fatte in questa fase includono:

1. che cosa devo fare (visualizzando la situazione come un problema che si può risolvere),

2. si può sviluppare un programma di confronto con tale situazione: (prepararsi facendo un programma a una strategia mentale di come ci si può comportare di fronte al sorgere delle sensazioni,

3. pensare a ciò che devo fare (puntualizzando su quello che la situazione richiede),

4. pensare alle cose che si possono usare e che aiutino a “stare all’altezza”

(rivedete tutte le strategie che conoscete e che potrebbero essere utili),

5. non ci si deve preoccupare; preoccuparsi non aiuta affatto (usare qualsiasi forma di ansietà o preoccupazione come un segnale per ricordare a focalizzare su ciò che bisogna fare),

6. ricordare: io posso rivolgere la mia attenzione a qualsiasi cosa io voglia (rassicura te stesso sulla capacità di usare le varie strategie di “coping”),

7. quando uso le immagini mentali farò in modo di rendere vivida la scena (ripassare i vari aspetti delle diverse immagini e strategie che si possono usare).

b. Confrontare e controllare la stimolazione intensa ( le auto-istruzioni e assegnazioni che si possono fare a questo punto includono):

1. io posso affrontare questa sfida (figura la situazione come se fosse una sfida che tu devi affrontare),

2. una cosa alla volta. Io ho sotto controllo la situazione (non fare tutto insieme in una volta e non farti sommergere troppo, usa piuttosto una delle abilità che hai imparato),

3. rilassati, respira profondamente, e usa una delle strategie (rivedi ed usa una delle strategie che ti sei prefisso nel piano di “coping”

4. non penserò ad alcuna sofferenza, solo a ciò che devo fare, focalizza la tua attenzione sul progetto del momento e su quanto puoi fare in quel momento che ti aiuti a “stare all’altezza”;

5. mi sento teso:ciò può essere un punto di collegamento, un segnale per cambiare le strategie e per fare alcuni respiri profondi (aspettarsi di sentire a volte una certa tensione, ciò non è raro, ma usa quella tensione come un segnale per rilassarsi e per ripassare quale strategia adoperare poi);

6. ricorda: io posso tornare di nuovo a quelle stratefie che usavo prima ma dalle quali mi ero dissolto (non c’è motivo per il quale tu non posssa ritornare ad alcune delle strategie già usate.

c. Coping con pensieri e sentimenti che sorgono nei momenti critici (quando noti che l’intensità delle sensazioni sembra aumentare o pensi di non potercela fare più). Le auto-asserzioni che possono essere fatte a questo punto includono:

1. quando mi sento sofferente faccio una pausa, continuo a focalizzare su quello che “debbo fare” (tieni in mente il progetto del momento e cio che hai da fare),

2. non cercare di eliminare totalemnte la sofferenza, tienila sotto controllo,  ricorda la tua  aspettativa era quella di scoprire (qualcosa nascosta e non chiaro) la intensa stimolazione ma non reagire troppo rendendo le cose peggiori,

3. sapevo che le sensazioni sarebbero sorte; tieni sotto controllo ( non magnificare l’intensità delle sensazioni che hai sperimentato),

4. ricorda, ci sono molte cose che sò fare, posso tenerle sotto controllo (ti è stato insegnato un certo numero di strategie diverse che ti aiuteranno a tenere la intensa stimolazione sotto controllo),

5. le cose stanno andando alquanto male: non ce la faccio più – fermati con una pausa, non peggiorare la situazione. Ripasserò il mio piano delle strategie per vedere a quali posso passare (alcune volte si posssono avere dei pensieri e sentimento poco piacevoli, usa quelli come segnali per rivedere le strategie da usare),

6. il mio braccio sembra terribile, le cose stanno cadendo in pezzi; farò meglio a fermarmi-rilassarmi, io so come focalizzare la mia attenzione su qualcosa altro; tenere le cose sotto controllo (se ti trovi a focalizzare sensazioni o pensieri spiacevoli, ricorda che tu puoi scegliere ciò che vorrai focalizzare).

d. auto-riflessione e auto-affermazioni positive. Per mezzo delle tre fasi indicate sopra tu potresti valutare la tua “performance”. Per esempio, come vanno le cose per me, quella cosa è andata benino, etc. Ricordati che la gente spesso critica se stesso ma raramene elogia il proprio comportamento. Per mezzo di una situazione di stress valuta come ti vanno le cose. Se pensi che potresti fare meglio, prendi ciò come un segno per cercare strategie diverse. Se stai facendo bene dovresti congratulare con te stessa con una “botta sulla spalla”. Le affermazioni auto-riflessive che potrebbere essere usate a causa di una situazione di stress:

1. Ecco, ho sottolineato ciò che devo fare, quali strategie posso usare e a quali di quelle io passerò.

2. Sto andando abbastanza bene; non è poi così difficile come credevo .

3. Sto andando sempre meglio.

4. Non permetterò che i pensieri megativi interferiscano nei miei piani.

5. Sarà bello quando dirò all’analista quali cose sono andate meglio.

6. Lo sapevo che avrei potuto affrontare la situazione: sto facendo abbanstanza bene,

7. Sto facendo ( o andando ) meglio di quanto mi aspettassi, quando lo dirò a mia madre,

V. Le strategie di attenzione -distrazione e il training auto-istruttivo può aiutarti a trattare il componente reattivo della “esperienza di panico”. Quindi anche usando il rilassamento con l’inpput sensoriale, insieme con le strategie di “coping” ed il training di auto-istruzioni potrai migliorare la tua sofferenza ed alberare la tua percezione di stimolazione intensa.