Metodologia applicata

La terapia intensiva integrata prevede un’articolazione degli interventi nell’arco di  6- 8 ore di terapia quotidiana.
Per poter svolgere tale procedura occorre strutturare un’èquipe terapeutica  tendenzialmente così composta:

 1) un terapeuta leader della èquipe, che abbia un’esperienza di almeno dieci anni di terapia in cui è andato a sviluppare interventi nell’ambito di varie aree della psicopatologia, (specialmente forme di depressione, fobie e ansie sociali, nevrosi ossessive, stati psicotici, problematiche sessuali).
Tale figura, deve esercitare una leadership carismatica, sui vari componenti della èquipe e proporsi al paziente come punto di riferimento più significativo fra tutte le componenti dell’èquipe.
La metodologia terapeutica che tale terapeuta va ad applicare presenta uno scenario, di interventi in cui ritroviamo procedure che provengono da metodologie e paradigmi teorico-pratici di diversa natura.
Generalmente il terapeuta lavora secondo un approccio metacognitivo e cognitivo – comportamentale;

2) un terapeuta che applichi una metodologia di intervento di tipo junghiano che permetta interfacciandosi con l’approccio metacognitivo di individuare in modo agile i nuclei profondi che hanno determinato la genesi dei DAP;

3) un terapeuta che lavori secondo un approccio dell’Analisi Transazionale attraverso cui vengono spiegate le dinamiche intrapsichiche stimolate dalle relazioni interpersonali, e sviluppando con un self-monitoring, un’analisi degli stati dell’Io, del Sé e dell’Interlocutore, attivati in ogni fase della comunicazione;

4) un terapeuta ad indirizzo più squisitamente comportamentale che intervenga in collaborazione con un nutrizionista nella rieducazione alimentare della paziente dappica;

5) un terapeuta esperto nelle terapie di gruppo che svolga procedure di auto-aiuto e affronti con il gruppo la fase teorica della rieducazione alimentare. Tale terapeuta nell’ambito di una terapia di auto-aiuto, sviluppa per ogni settimana un programma giornaliero di tipo ricreativo per tutti i pazienti istituzionalizzati.

 

Accanto alle figure più importanti dell’èquipe terapeutica lavorano maggiormente nel ruolo di consulenti:

  • uno psiconeuroendocrinologo che si occupa principalmente delle interconnessioni tra le strutture corticali, di encefaliche e bulbo-pontine, e le varie organizzazioni endocrine che più di altre incidono significativamente nelle patologie alimentari;
  • un ginecologo che abbia un’esperienza provata nel campo dei disordini della sfera riproduttiva e sessuale, causati dai disturbi del comportamento alimentare;
  • uno psichiatra che armonizzi un intervento psicofarmacologico con il lavoro psicoterapico che viene svolto dai membri dell’èquipe terapeutica;
  • un esperto di fitness psicofisica che riesca ad armonizzare quelle componenti del corpo delle pazienti pesantemente penalizzato da un alternarsi caotico e disorganizzato di periodi di forti restrizioni alimentari e periodi caratterizzati da un’alimentazione compulsiva di tipo Binge-Eating.

 

TALE ITER TERAPEUTICO SI APPLICA IN REGIME DI DAY OSPITAL PRESSO IL C.I.D.A.P. 
TALE STRUTTURA TERAPEUTICA  ATTIVATA DA SEDICI ANNI HA PERMESSO DI RIDURRE NOTEVOLMENTE I TEMPI DI RECUPERO DI UNO STATO DI BENESSERE PSICOFISICO E SI SONO ORMAI STANDARDIZZATI NELL’ORDINE DI 45 GIORNI DI TRATTAMENTO INTENSIVO CON UNA PERCENTUALE DI GUARIGIONE DELL’85 – 90%

Dopo questo primo intervento c’è una breve fase di lavoro terapeutico che serve ad  affinare e migliorare comportamenti ed abilità che la paziente ha acquisito a livello  intrapsichico, sul piano interpersonale e sul piano alimentare.

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