Epidemiologia in Italia

Secondo un’ ampia e lunga indagine svolta dal CIDAP si è rilevato, sulla base di proiezioni statistiche, che vi sarebbero attualmente in Italia:

2.200.000 soggetti di sesso femminile che soffrono di un disturbo alimentare psicogeno di cui:

1.450.000 bulimiche

750.000 anoressiche

 

Però di queste ragazze, solo il 40% dopo 2-3 anni in media di tempo durante il quale negano la malattia, ammette l’ esistenza del problema alimentare. Quindi ci ritroviamo con un dato ufficialmente più evidente che consta in:

880.000 ragazze affette da DAP poichè ammettono la loro malattia

Di queste solo il 30% dopo 1 anno di “resistenza” ad una eventuale terapia, accetta l’ idea di affrontare il problema e quindi:

265.000 ragazze si dichiarano disponibili ad un trattamento terapeutico

Ma solo il 40-50% di questo gruppo affronta effettivamente un percorso terapeutico e cioè:

130.000 ragazze

Queste vengono ritenute le cifre ufficiali del Dato Epidemiologico Italiano circa il numero di ragazze che soffre di un disturbo alimentare.

 

Ma tale cifra ahimè, rappresenta solo la parte più visibile di una situazione drammatica che si presenta nella stragrande maggioranza dei casi, ancora in “modo sotterraneo” come dimostrano le cifre di partenza ricavate dal CIDAP di Roma e che rappresentano la vera realtà epidemiologica italiana.

 

Negli ultimi 5 anni si è inoltre constatato uno spostamento dei rapporto DAP maschili da 9:1 a 8:2, per cui in Italia il numero degli anoressici si aggira intorno ai 75.000 soggetti, mentre i bulimici si presentano nel numero 120-150.000.

 

Il periodo critico per i maschi è compreso in una fascia di età fra i 16 e i 24 anni (con un forte scostamento rispetto alle ragazze).

 

Il 60% dei maschi che soffrono di DAP nega la malattia (pari a 120.000 soggetti). Ecco che apparentemente andiamo a registrare una casistica italiana di “soli” 80.000 soggetti che soffrono di disturbi del comportamento alimentare.

 

Di questi 80.000 ragazzi che dichiarano la loro patologia, solo il 10% accetta di andare in terapia (quindi 8.000 ragazzi).