Prospetto Generale dell’Approccio Cognitivo-Comportamentale ai Disturbi Alimentari

Prof. Michele Campanelli

Psichiatra-Psicoterapeuta Metacognitivo e Cognitivo-comportamentale

A Laura Romano

Psicologa clinica

Dott.ssa Daniela Papa

Medico Chirurgo

A) Metodiche di Assessment:

1) Storia clinica:

a) profilo della Personalità dei genitori ,visto dalla paziente (fino ai l6aa.) in relazione allo stile comunicativo verso la paziente; stile affettivo (manifesto o indiretto), presenza attiva o passiva nelle famiglia, ruoli e stili relazionali tra i partners (dominanza-dipendenza), rapporti affettivi, stabilità della relazione tra i genitori.

2) Storia alimentare:

b) atteggiarnento dei genitori verso 1’alimentazione del soggetto; concetto di nutrizione; livello di importanza affidato al cibo; significato del cibo nella relazione genitori-figlia;

c) evoluzione fisica della paziente, e quindi analisi del tipo di schema corporeo che la paziente ha acquisito nei primi 10-12 aa.;

d)analisi delle strategie che hanno facilitato l’avvio del problema bulimico-anoressico;

e) analisi dell’incidenza dei fattori familiari ed ambientali che hanno facilitato lo scivolamento verso il disturbo alimentare;

f) analisi dei fattori di mantenimento.

3) Storia personale:

g)individuazione delle tappe significative nella definizione del Sè;

h) valutazione della presenza di problemi di abbandono o labilità o precarietà del legame affettivo;

i ) valutazione della costruzione della immagine sociale, sul piano relazionale e sul piano della immagine sessuale;

l) valutazione della strutturazione dei processi che facilitano i meccanismi di self-evaluation, self-esteem;

m ) valutazione dei ruoli e stili relazionali (dipendente ,passivo, legato al giudizio degli altri, non affermativo);

n) valutazione della strutturazione di “copioni” di abbandono e successiva costruzione ed organizzazione di stili e comportamenti relazionali da “soggetto abbandonato”;

o) valutazione dell’orientamento eterosessuale e sessuale nelle relazioni sentimentali ;

p) ricostruzione del percorso del programma di realizzazione del progeamma personale (significato, esigenze, obiettivi) alla luce del problema alimentare e del problema di accettazione del Sè personale e sociale.

B) Strumenti self-report:

Indagine Diagnostica dei Disturbi Alimentari Eating Self-Efficacy Scale Binge Eating Scale Bingeing-Purging Questionnaire Eating Attitude Test M.M.P.I. Adjective Check List Rathus Assertiveness Questionnaire Test Paura del Giudizio Negativo Test dell’ansia ed evitamento sociale Beck Depression Inventory Hopelessness Scale Questionario dei Pensieri Automatici Problem-solving Inventory Self-control Scale Bern Sex Role Inventory Profilo Psicofisiologico STRUTTURAZIONE TERAPEUTICA Analisi e valutazione dei meccanismi antecedenti remoti (aspecifici e specifici) e degli antecedenti contingenti che hanno innescato e mantenuto il problema alimentare.

1) Ricostruzione dei “copioni” e del1’Organizzazione rnetacognitiva del Sé, attraverso l’analisi ed interpretazione degli avvenimenti ad alto contenuto emotivo, che hanno definito il livello di amore e di positivo interesse dei genitori verso la paziente, il livello di “importanza” di sé e del suo ruolo nella famiglia e nella società.

2) Ricostruzione del percorso dei meccanismi che hanno preparato e mantenuto un comportamento bulimaressico (tipo di alimentazione, rapporto con il cibo, evoluzione dello schema corporeo, aspettative personali e valutazione dei criteri che caratterizzano e definiscono un corpo da accettare, e socialmente apprezzato).

3) Ristrutturazione cognitiva, aspecifica e specifica: valutazione dei pensieri e copioni irrazionali e loro destrutturazione.

4) Diario quotidiano alimentare.

5) Auto-monitoraggio degli attacchi bulimici (specificando pensieri, emozioni che hanno preceduto, accompagnato e seguito l’attacco).

6) Terapia sull’acquisizione di un livello adeguato di affermatività ed abilìtà sociali, onde permettere un ruolo attivo, positivo, auto-gratificante nelle relazioni, per creare un processo cognitivo-comportamentale di accettazione di sè.

7) Terapia di gruppo centrata sull’allenamento ad un’auto-accettazione corporea, con esercizi centrati sullo sviluppo della corporeità come comunicazione, esercizi sulla comunicazione affettiva corporea, esercizi centrati sull’espressione positiva del corpo.

8) Momenti di terapia familiare per facilitare una comunicazione chiara, manifesta, emotiva, sulla ridefinizione dei ruoli. 9) Strategie volte alla destrutturazione del circuito abbuffata-vomito (compiti a casa, costruzione di un gruppo self-help, interventi in seduta terapeutica). Strategie di contratto terapeutico.

10) Organizzazione di Gruppi di Incontro Informale, in cui si strutturano interventi di reciproco aiuto, sul modello del gruppo “Alcoolisti anonimi”.

11) Training con Biofeedback per un’adeguata gestione e controllo delle reazioni emozionali fino a creare un “pattern” di coping anxiety.

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